Docenti primaria

Raccogliamo in questa pagine un rapido profilo delle nostre maestre e maestri. Queste presentazioni veloci e molto informali, risalgono all’estate 2022, quindi da prendersi con beneficio d’inventario e tanta simpatia.

Maestre: Francesca Ferrari – Aurora – Antonella – Mary – 

Maestra Francesca Ferrari

Da dove viene, maestra?

Salve a tutte/i sono Francesca Vincenza Ferrari, una maestra dell’infanzia e della scuola primaria, ho una formazione anche montessoriana, sono venuta a Roma per studiare psicologia, provengo da una regione a molti sconosciuta, la Basilicata, che ho lasciato all’età di 20 anni per diventare psicologa.

Dopo la laurea in psicologia non mi sentivo soddisfatta ed ho deciso di proseguire diventando mediatrice familiare, il mio bisogno di sapere mi ha portato a diventare psicoterapeuta e dopo istruttrice di mindfulness.

Cosa ha imparato dalle sue esperienze precedenti come docente?

Ho iniziato a lavorare in una scuola Montessori e entrando nelle classi e vivendo con i bambini per molto tempo, mi sono resa conto della fatica nello stare con loro, di quanto sia importante la motivazione e la passione. Il lavoro di maestra non si può fare se non si ha voglia di mettersi in gioco e soprattutto in discussione. Stare in classe con i bimbi non è solo trasmettere conoscenze (fondamentali per il loro sviluppo) ma anche creare relazione, crescere con loro, guardare il mondo attraverso i loro occhi con curiosità e gentilezza, trovare modalità per creare un’alleanza fatta di rispetto e fiducia. I bambini mi hanno insegnato una cosa che noi adulti abbiamo perso, il vivere nel “qui e ora”.

Mi sono resa conto con l’esperienza e con gli anni che non ci può essere conoscenza e sapere senza creare una forte relazione con loro, i bambini sentono chi sei, e decidono di affidarsi all’adulto nel momento in cui riescono a fidarsi, tutto questo è fondamentale per il loro sviluppo cognitivo psicologico ed emotivo. La mia responsabilità come maestra va molto al di là della trasmissione di conoscenze, per questo è importante che oltre al sapere ci sia anche l’essere.

Cosa la motiva oggi nel suo lavoro/missione ?

Adoro stare con i bambini, ritengo siano la compagnia più autentica e libera che si può avere, mi diverto moltissimo con loro e credo che per imparare sia necessario divertirsi, solo così si può amare il sapere.

Questo è quello che faccio in classe, trasmettere il sapere attraverso la gioia di imparare divertendosi, tutto in un clima di fiducia, stima e affetto.

Nella scuola preferisce rispettare le tradizioni o innovare ?

La scuola da me pensata è un’integrazione di tradizione e innovazione, partendo già dalla disposizione della classe. Mi piace pensare ad una lezione circolare non ad una semplice trasmissione del sapere dall’alto, ad un modo esperienziale e laboratoriale di trasmissione delle conoscenze, ad un’attenzione di tutto ciò che è relazione ed emozione per creare un clima di tranquillità dove il bambino si sente a proprio agio nell’apprendere. L’importante è l’attenzione al bambino in ogni aspetto.

Ha qualcosa da condividere con noi all’inizio di questa sua nuova esperienza ?

Non nego le mie paure per questa esperienza, tuttavia è proprio questa emozione che mi spinge e mi motiva a dare il meglio per essere una buona e brava maestra, so la mia enorme responsabilità nei confronti dei bambini e dei genitori che mi affidano i loro figli, ciò mi spinge ulteriormente ad essere all’altezza di un ruolo difficile, delicato e stimolante.

Ringrazio i genitori per la fiducia che mi danno affidandomi i loro figli. Ringrazio anche le scuole mariste per la possibilità che mi hanno offerto.

Un enorme in bocca al lupo al Pio XII e a tutti coloro che lavoreranno per migliorare e far crescere la scuola.

Maestra Aurora Dell’Anno

Buongiorno maestra, ci parli un po’ di lei, della sua formazione…

Ciao a tutti! Sono Aurora, ho 26 anni e provengo da Anagni, una piccola città in provincia di Frosinone, dove abitano i miei nonni, ma sono sempre vissuta a Roma.

Dopo la maturità mi sono trasferita a Bologna per intraprendere la carriera universitaria in Scienze della Formazione. Lì ho conseguito il titolo triennale in Educatore nei servizi per l’infanzia, i successivi due anni della Magistrale sono stati in  Progettazione e gestione dell’intervento educativo nel disagio sociale. Ora sto ultimando invece la seconda Laurea in Scienze della formazione primaria alla Lumsa

Ho da sempre avuto esperienze con i bambini, a partire dai miei due fratelli più piccoli, passando per l’attività di baby sitter, aiuto compiti e doposcuola. Nel 2020 ho iniziato a lavorare presso una scuola dell’infanzia, nonostante il periodo difficile dettato dalla pandemia.

Perché ha studiato tanto per fare proprio la maestra?

Ho scelto di intraprendere questi studi e di specializzarmi in questo ambito perché sento una “vocazione”. È un ambiente, quello circondato dai bambini, che mi trasmette gioia e, nonostante tutte le difficoltà innegabili che si riscontrano in questo campo, poter fare della mia passione un lavoro è un vero privilegio!

Lei è giovane, preferisce una pratica didattica di tipo innovativo o è piuttosto legata alla tradizione?

Da un punto di vista metodico, sono una fautrice della tradizione, soprattutto per quanto riguarda aspetti come l’educazione e il rispetto verso gli altri, che purtroppo oggigiorno si vanno perdendo. Allo stesso tempo, data la mia giovane età, ho la spinta e la voglia di apportare novità, innovazione e freschezza ad un ambiente, la scuola,  che spesso è di altri tempi rispetto alla società attuale, e che anche per i più piccoli a volte risulta troppo lontano e chiuso rispetto a loro

Paure per il nuovo inizio?

Non nego che essendo la mia prima esperienza alla scuola primaria, come tutte le novità genera in me qualche timore, ma sono molto carica ed energica per il nuovo anno: metterò in campo tutto il mio sapere e tutte le mie forze per instaurare un rapporto umano con tutti, partecipazione e ascolto sono i valori che cercherò di rendere reali. Si tratta di iniziare un percorso nuovo un po’ per tutti: Direttore e Coordinatore didattico, Famiglie, Insegnanti (me compresa), ma soprattutto per i Bambini che faranno il loro primo grande passo, un cambiamento (in alcuni casi anche “duro”) che andrà accompagnato e sostenuto da tutti noi che ci interfacciamo con loro.

Anno nuovo, vita nuova?

Il mio augurio e il mio in bocca al lupo è rivolto a tutti noi, affinché possa essere un anno di cambiamento positivo, basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco scuola-famiglia!

Maestra Antonella Carnevale
(Docente di sostegno, classe V)

Buongiorno a tutti, sono Antonella ho 29 anni e vengo da Guidonia, una cittadina nella provincia est di Roma. Dopo aver conseguito il diploma di maturità ad indirizzo socio-psicopedagogico, ho coltivato e continuato la mia passione per le scienze psicologiche, iscrivendomi alla facoltà di Medicina e Psicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove a Novembre 2019 mi sono laureata con lode in Psicopatologia dinamica dello Sviluppo. Il mio percorso professionale nell’ultimo triennio si è incanalato verso l’età evolutiva, nello specifico sia a livello teorico, attraverso la partecipazione a convegni, seminari e Master, che a livello pratico, attraverso attività di volontariato e tirocini professionalizzanti, il mio interesse di studio si è avvicinato alle caratteristiche della condizione autistica.

A tal proposito, ritengo fondamentale, sottolineare l’importanza del tema dell’inclusione all’interno dell’ambiente scolastico. Questo aspetto altro non è che il frutto di una serie di cambiamenti che hanno caratterizzato il mondo della scuola negli ultimi anni. Se oggi è possibile parlare di didattica inclusiva, in parte è grazie alla valorizzazione della diversità, in quanto “differente” non significa “meno buono”, bensì risorsa, condivisione, ricchezza, valore, rispetto. Sono proprio quest’ultime le caratteristiche di quella che oggi possiamo definire inclusione. A tal proposito bisogna partire dal rispetto del singolo e valorizzare i punti di forza, le conoscenze e le abilità, facendo allo stesso tempo leva sulla possibilità di condivisione delle stesse, in quanto ricchezza per tutti.

Tradizione/innovazione

Tradizione e innovazione, per me non possono che essere due grandi amici che camminano insieme, in quanto coesistono e l’una è imprescindibile dall’altra. Mi sento però di dover aggiungere, in merito al concetto di innovazione, un piccolo tassello sulla figura dell’insegnante di sostegno. A tal proposito, l’insegnante di sostegno è inserito all’interno del corpo docenti ed è una figura di riferimento non solo per gli alunni con bisogni educativi speciali ma per tutta la classe, in quanto il percorso educativo di crescita coinvolge l’intero team di lavoro.

Paure/attese

Piuttosto che parlare di paure, mi piace soffermarmi sul momento presente e ragionare insieme su tutti quegli aspetti didattici, ludici e sociali che possono essere valorizzati, grazie al contributo di ognuno, nel momento in cui da settembre, varcheremo insieme la soglia della scuola.

Il mio augurio per quest’anno scolastico è che sia un anno pieno di scoperte e di crescita per tutti. Il ritorno a scuola porta sempre con sé cambiamento, nuovi insegnanti e nuovi compagni, nuove materie di studio ed anche un po’ di incertezza circa il futuro. Detto questo sono molto felice e allo stesso tempo onorata, di poter accompagnare insieme agli altri docenti, i ragazzi della quinta in questo Sprint finale!

In bocca al lupo a tutti, ci vediamo a settembre!

Maestra Maria Concetta Romano

Buongiorno maestra Mary, ci potrebbe dire da dove viene? quali sono le sue origini e il suo cammino di studi?

Ciao a tutti, mi chiamo Maria Concetta, nome da cui si possono quasi chiaramente intuire le mie origini. Nata e cresciuta in Sicilia, ho da sempre avuto la curiosità di guardare oltre i confini della mia terra interessandomi alle culture, lingue e tradizioni straniere.

Mi sono diplomata al liceo linguistico e ho conseguito la laurea magistrale in lingue e letterature comparate presso l’università di Catania.

Ho deciso di studiare lingue proprio perché mi è sempre piaciuta l’idea di non avere limiti nella comunicazione; per questo ho frequentato una scuola di lingue per stranieri in Inghilterra, grazie alla quale ho potuto rafforzare ancora di più la mia passione per la lingua inglese e per tutti gli altri idiomi e culture differenti dalla mia.

Stare con i bambini e con i ragazzi è più faticoso di quello che sembra, lei quali esperienze ha con questo mondo? perché ha scelto di lavorare nella scuola?

Essere a contatto con bambini e ragazzi più che faticoso ritengo sia una grande responsabilità. È impegnativo ma senz’altro stimolante e gratificante..il segreto per arrivare alle loro orecchie e ai loro cuori credo si racchiuda in due parole: Empatia e Comunicazione.

La mia prima esperienza a contatto con i ragazzi inizia all’età di 13 anni in qualità di animatrice e poi educatrice presso il centro giovanile ricreativo del mio paese di origine.

Crescendo e studiando ho iniziato a muovere i primi passi come insegnante di lingua inglese, prima ai piccolissimi e poi ai più grandi, opportunità che hanno consolidato in me la consapevolezza che la mia “vocazione” fosse appunto quella di “comunicare” e la scuola è il luogo migliore per farlo.

Nella scuola, tradizione o innovazione?

La comunicazione, filo conduttore di questa mia presentazione, può avvenire in tanti modi. Il vecchio e il nuovo non vanno necessariamente in contrasto.

Ritengo fermamente che sia necessario riuscire a mantenere saldi alcuni aspetti tradizionali, lasciando spazio a nuovi modi di fare scuola, innovativi e sempre più stimolanti.

Sta per iniziare un anno nuovo al Pio XII… quali difficoltà pensa di trovare e quali speranze vorrebbe costruire? Paure ed attese…

Questo per me sarà il secondo anno al Pio XII, è un nuovo inizio, una nuova scommessa.

Mi sono sempre piaciute le sfide, mettersi in gioco credo sia il primo motore del miglioramento.

Mi aspetto quindi di continuare un progetto già iniziato e di allargare i miei orizzonti, affrontando le eventuali difficoltà e considerandole un’occasione di crescita.

Ci dice un “in bocca al lupo” alla scuola?

Non posso che augurare “buona fortuna” per questo nuovo inizio in inglese quindi… “Break a leg!”